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DOTO PASQUALE
DRAMMA RUFFO IN TRE ATTI
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TITO DI aio. RICOBtM
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DRAMMA BUFFO IN TRE ATTI
di M. A,
POSTO IN MUSICA DA
B&A Et/UBeIJ,BEKSSC:vrA16!SI
NEL RE01G TEATRO ALLA SCALA
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IO STABILIMENTO NAZIOKJ^ , ^
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11 presente libretto è di esclusiva proprietà dell’ c
dilore Ricordi , c, a norma delle Leggi, ne sono quinti
proibite la ristampa , l’ introduzione e vendila di ri
stampe estere.
MUSIC LIBRAR*
UNC-CHAPEL HILC
PERSONAGGI
ATTORI
DON PASQUALE, vecchio ce¬
libatario, taglialo all’antica,
economo, credulo, ostinalo,
buoni uomo in fondo . .
DOTTOR MALATESTA, uomo
di ripiego, faceto, intrapren¬
dente, medico e amico di don
Pasquale, e amicissimo di .
ERNESTO, nipote di don Pa¬
squale , giovine entusiasta ,
amante corrisposto di . >
NORINA, giovane vedova, na¬
tura subita, impaziente di
contraddizione, ma schietta
e affettuosa .
Un No taro .
sig. ROSSI NAPOLEONE
sig. PADILLA
sig.
Ad DAL MEIXIHGRG
sig.1 GOLSON PAOLINA
sig. AR GIUNTI GAETANO
CORO
di Servi c Camerieri.
Maggiordomo, Modista, Parrucchiere che non
parlano
i
L' azioni' si fìnge in /ìoma.
Maestri Concertatori a vicenda
Sig. Cav. Maszucato Alberto e sig. Pollini Francesco.
Primo Violino e Direttore d’ Orchestra, sig. Cavallini Eugenio.
Altro Primo Violino in sostiluz. al sig. Cavallini, sig. Corbellini Vive.
Primo dei secondi Violini per l’Opera, sig. Cremaschì Antonio.
Primo Violino dei secondi per il Bado, s:g. Ressi Michele.
Primo Violino per i Balli, sig. Melchìori Antonio.
Altro primo Violino in sostit. al sig. Melchìori, sig. Vaisecchi Ani.
Prime Viole
Per l'Opera, sig. Tassistro Pietro - pel Ballo, sig. Mantovani
Giù.
13
rimi Violoncelli a vicenda, per l’Opera o Ballo
signori
Ales.
Truffi Isidoro e Quarenghi Guglielmo.
Primo Contrabasso al Cembalo, sig. Negri Luigi.
Sostituti al medesimo, signori Manzoni Giuseppe e Moja
Primi Flauti
Per l’Opera, sig. Pizzi Francesco - pel Ballo, sig. Zamperoni Ant.
Primi Oboe
Per l’Opera, sig. Gonfalonieri Cesare - pel Ballo, sig. Ferrano Luigi.
Primi Clarinetti
Per F Opera, sig. Bassi Luigi - pel Ballo sig. Fariseo Francesco.
Primi Fagotti
Per l’Opera, sig. Canta Antonio - pel Ballo, sig. fìor ghetti G.
Primi Corni
Per l’Opera, sig. Rossori Gustavo- pel Ballo, sig. Caremoli A.
Prime Trombe
Per l’Opera, sig. Languiller Marco - pel Ballo, sig. Freschi Cornelio.
Primo Trombone, sig Bernardi E. — Bombardone, sig. Castelli A.
Arpa , signora Rigamonti Virginia.
Timpani, sig. Sarchi Carlo. — Gran Cassa, sig. Rossi Gaetano.
Organo e Fisarmonica, sig. Zarini.
Maestro e Direttore dei Cori, sig. Zarini Emanuele.
Sostituto al suddetto, sig. Portaluppi Paolo.
Poeta, sig. F. M. Piave. — Rammentatore, sig. Grolli Giuseppe.
Buttafuori, sig. Bassi Luigi.
Scenografìa: Pittore e Direttore, signor Peroni Filippo.
Artisti collaboratori, esposti per ordine di anzianità
ignori Cavallotti Domenico , Luzzi Ant., A schieri Guglielmo .
Tene alla Gius., Locati Fran., Stefanini Ippolito, Crosti Angiolo ,
Erigerlo Aristide, Fan f ani Alfonso, Ferrari C., Comolli Ambrogio.
Sala Luigi., Bestetti Carlo , Felloni Giuseppe.
Direttore del Macchinismo, sig. Ronchi Giuseppe.
Fornitore dei Pianoforti, sig. Abate Stefano.
Vestiarista proprietario, sig'. Zamperoni Luigi.
Proprietario degii Aflftlzai? signor Croce Gaetano.
Appaltatore dell’ Illuminazione, sig. Gianna Giuseppe.
isla e Piu mista, sig.a Sirtori Elisa. - Parrucchiere, sig. Venegoni E.
Appaltatore del macchinismo, sig. Abiati Antonio.
ioti
&TTO
SCENA PRIMA.
Sala in casa eli Don Pasquale, con porla in fondo d’entrata
comune , e due porte laterali che guidano agli appartamenti
interni.
Don Pastinale solo. Guarda con impazienza all’orologio»
Pas.
Il Dottore esser dovria.
Zitto !... parrei... è fantasia... (ascollando)
Forse il vento che passò.
Che boccon di pillolina ,
Nipotino, vi preparo!
Vo’ chiamarmi don Somaro
Se veder non ve la fo.
Dot.
Pas.
E permesso ?
(Maialesca di dentro)
Avanti , avanti.
SCENA 11.
II Dottore Mal a testa e detto.
Pas.
Dot.
Pas.
Dunque?... (c
Zitto, con prudenza.
(con ansi.età)
Dot.
’ ; v\ — io # r r l i J j t
. ìongje §k.\Uìt>VO.
TiÌ8 / floi NEI!
Don Pasquale
{
6
Fas. Benedetto !
Dot. (Che babbione !)
Proprio quella che ci vuole.
Ascoltale, in due parole
Il ritratto ve ne fo.
Pas. Son tutt’ occhi, tutto orecchie,
Muto, attento a udir vi sto.
Dot. Bella siccome un angelo
In terra pellegrino.
Fresca siccome un giglio
Che s’apre in sul mattino,
Occhio che parla e ride ,
Sguardo che i cor conquide ,
Chioma che vince l’ebano,
Sorriso incanlator.
Pas. Sposa simile ! olì giubilo !
Non cape in petto il cor.
Dot. Alma innocente e candida,
Che sè medesma ignora ,
Modestia impareggiabile ,
Dolcezza che innamora.
Ai miseri pietosa,
Gentil, buona, amorosa,
Il ciel 1’ ha fatta nascere
Per far bealo un cor.
Pas. Famiglia ?
Dot. Agiata, onesta.
Pas. Casato ?
Dot. Malalesla.
Pas. Sarà vostra parente?
Dot. Alla lontana un po’. (con intenzione)
È mia sorella.
Pas. Oh gioia {
Di più bramar non so.
E quando di vederla,
Quando mi fìa concesso?
Dot. Domani sul crepuscolo.
i
Pas. Domani? Adesso, adesso.
Per carità , dottore !
Dot. Frenale il vostro ardore,
Quietatevi , calmatevi ,
Fra poco qui verrà.
Pas. Da vero ? (con trasporto)
Dot. Preparatevi,
E ve la porto qua.
Pas. Oh caro ! (lo abbraccia). Or tosto a prenderla...
Dot. Ma udite...
Pas. Non fiatale.
Dot. Ma...
Pas. Non c’è ma, volate,
0 casco morto qua.
(gli tura la bocca o lo spinge via)
Un foco insolito
Mi sento addosso,
Ornai resistere
Io più non posso.
Dell’ età vecchia
Scordo i malanni,
Mi sento giovine
Come a veni7 anni.
Deh 1 cara , affrettali ,
Dolce sposina!
Ecco di bamboli
Mezza dozzina
Veggo già nascere ,
Veggo già crescere ,
A me d intorno
Veggo scherzar.
Son rinato. Or si parli al nipotino.
A fare il cervellino
Veda che si guadagna \ Eccolo appurilo.
v .riti
.loauqtno in C guarda nello Aóene)
SCENA III.
Ernes(o e detto.
Pas. Giungete a tempo. Stavo
Per mandarvi a chiamare. Favorite.
Ern. Sono ai vostri comandi.
Pas. Non vo‘ farvi un sermone,
Vi domando un minuto d’ attenzione.
È vero o non è vero
Che, saranno due mesi,
Io v’ offersi la man d’ una zitella
Nobile , ricca e bella ?
Ern. È vero.
Pas. Promettendovi per giunta
Un buon assegnamento, e alla mia morte
Quanto possiedo?
Ern. È vero.
Pas. Minacciando ,
In caso di rifiuto,
Diseredarvi', e a torvi ogni speranza.
Ammogliarmi, se è d’uopo?
Ern. È vero.
Pas. Or bene
La sposa che v* offersi , or son tre mesi ,
Ve f offro ancor.
Exr. Non posso; amo Norina,
La mia fede è impegnata...
Pas. Sì , con una spiantala,
Con una vedovella civetlina...
Ern. Rispettate una giovane
Povera., ma onorala e virtuosa.
Pas. Siete proprio deciso?
Ern. Irrevocabilmente.
PAS- , . :;V"
1)07
Ù
Ern. Così mi discacciale?
Pas. La vostra ostinatezza
D’ogni impegno mi scioglie...
Fate di provedervi. Io prendo moglie.
Ern. Prender moglie ? (nella massima sorpresa)
Pas. # Si , signore.
Ern. Voi ?...
Pas.
Ern.
Pas.
Ern.
Pas.
Enr.
Quel desso in carne e in ossa.
Perdonate lo stupore...
La sorpresa... (Oh questa è grossa!)
Yoi?...
L5 ho detto e lo ripeto.
(con impazienza)
Io Pasquale da Cornelo ,
Possidente, qui presente,
Sano in corpo e sano in mente,
Pronunziarvi ho Paltò onore
Che mi vado ad ammogliar.
Yoi scherzale.
Scherzo un corno ,
Lo vedrete al nuovo giorno.
Sono, è vero, stagionato,
Ma ben molto. conservalo,
.E per forza e vigorìa
Me ne sento da prestar.
Yoi , signor, di casa mia
Preparatevi a sfrattar.
(Ci volea questa mania
I miei piani a rovesciar!)
Sogno soave e casto
De’ miei prim’ anni , addio.
Se ambii ricchezze e fasto
Fu sol per te, ben mio:
Povero, abbandonato,
Caduto in basso stato,
Pria che vederti misera ,
Cara , rinu^i„o„^f le.
10
Pas.
» .
Ern.
Pas.
Ern.
Pas.
Ern.
Pas.
Ern.
Pas.
Ern.
Pas.
Ern.
Pas.
Ern.
Ma veh , che originale !
Che tanghero ostinato!
Adesso, manco male,
Mi par capacitato.
Ben so dove gli duole,
Ma è desso chejo vuole,
Altri che sè medesimo
Egli incolpar non dè!
Due parole ancor di volo, (dopo breve pausa)
Son qui tutto ad ascoltarvi.
Ingannar si puote un solo:
Ben fareste a consigliarvi.
Il dottore Mal a testa
E persona grave , onesta.
L’ ho per tale.
Consultatelo.
E già belìo e consultato.
Yi sconsiglia?
Anzi , al contrario,
Mi felicita , è incantato.
Come? come? oh questa poi... (colpitissimo)
Anzi , a dirla qui fra noi, (confidenzialmente)
La... capite?... la zitella,
Ma... silenzio... è sua sorella.
Sua sorella!! che mai sento? (agitatissimo)
Del Dottore?
Del Dottor.
(Oh che nero tradimento!
Ahi, Dottore senza cor !
Mi fa il destiti mendico,
Perdo colei che adoro ,
In chi credevo amico
Discopro un traditori
D* ogni conforto privo,
Misero! a che pur vivo?
Ah ! non sf dà
Eguale artiit^.
Pas.
H
(L’ amico è bello e collo,
In sasso par cambialo ,
Non fiata, non fa mollo,
L affoga il crepacuor.
Si roda, gli sla bene,
Ha quel che gli conviene ;
Impari lo sventato
A lare il bello umor.) (partono)
SCENA IV,
Stanze in casa di Norma.
Entra Corina con un libro alla mano , leggendo :
»E tanto era in quel guardo
»Sapor di paradiso,
» Che il cavalier Ricciardo,
i Tulio d’ amor conquiso,
5 Al piò le cadde, e a lei
t> Eterno amor giurò!
So aneli’ io la virtù magica
D‘un guardo a tempo e loco,
So aneli’ io come si bruciano
I cori a lento foco;
D’ un breve sorrisetto
Conosco aneli’ io 1’ effetto,
I)’ una furtiva lagrima ,
I)’ un subito languor.
Conosco i mille modi
Dell’ amorose frodi ,
I vezzi, e 1’ arti facili
Onde s’ adesca un cor.
Ho testa balzana ,
Son d’ indo! vivace,
Scherzare, m
.LiTta"
Mi
ia
e,
!
I
12
Se vien la mattana
Di rado sto al segno ,
Ma in riso lo sdegno
Fo presto a cambiar.
E il Dottor non si vede! Oh, che impazienza!
Del romanzetto ordito
A gabbar Don Pasquale ,
Ond’ ei toccommi in fretta ,
Poco o nulla ho capito, ed or l’aspetto...
(entra un Servo, le porge una lettera ed esce. Norina
guardando la soprascritta)
La man d’ Ernesto... io tremo. "Oh me meschina!
(* legge: dà cenni di sorpresa, poi di costernazione)
SCENA V. 4
T r • • i ^ r
Dottore e delta.
Dot. Buone nuove, Norina, (con allegria)
Il nostro stratagemma..,
Non.Me ne lavo le mani. (con vivacità)
Dot. Come ? che fu ?
Non. (porgendogli la lettera*) Leggete.
Dot. » Mia Norina, vi scrivo (leggendo)
» Colla morte nel cor » . Lo farem vivo.
» Don Pasquale aggirato
)> Da quel furfante... » Grazie !
* Da quella faccia doppia del Dottore,
» Sposa una sua sorella,
» Mi scaccia di sua casa,
»Mi disereda insomma. Amor m’impone
>Di rinunziare a voi.
» Lascio Roma oggi stesso, e quanto prima
* L’Europa. Addio. Siate felice. Questo
»E 1’ ardente miOoVOlo. Il vostro Ernesto ».
Le solite pazzie !ua gì pigolili:
Nor. Macia’ feglp parte !...
Dot. Non partirà, v’accerto. In quattro salti
Son da lui, della nostra
Trama lo metto a giorno, ed ei rimane,
E con tanto di cor.
Non. Ma questa trama
Si può saper qual sia ?
Dot. A punire il nipote,
Che opponsi alle sue voglie,
Don Pasqua! s’ è deciso a prender moglie.
Non. Già mel diceste.
Dot. Or ben, io son Dottore;
Usando V ascendente
Che una felice cura
Mi die su lui, ne lo sconsiglio, e invano.
Vistolo così fermo nel proposto,
Cambio tattica, e tosto
Nell’interesse vostro, e in quel d’ Ernesto,
Mi pongo a secondarlo. Don Pasquale
Sa ch’io tengo al convento una sorella,
Vi fo passar per quella -
Egli non vi conosce - e vi presento
Pria ch’altri mi prevenga;
Vi vede e resta cotto.
Non. Va benissimo.
Dot. Caldo caldo vi sposa. Ho prevenuto
Parlotto mio cugino
Che farà da Notaro. Al resto poi
Tocc’ a pensare a voi.
Lo fate disperar: il vecchio impazza,
L’abbiamo a discrezione...
Allor...
Non.
Basta.
Ilo
capito.
Dot.
Va
benone.
Non.
Pronta
son
; purch’ ic
> non manchi
All* a
mor
del caro
bene,
Farò
imbrogli, farò
scene,
Mostr
cròi
qlgd 'ehfil/so far.
Don Pasquale
v>
f 4
Dot.
Nor.
Dot.
Nor.
Dot.
Nor.
Dot.
Nor.
Dot.
Nor.
Dot.
Nor.
Dot.
Nor.
Voi sape le se <f Ernesto
Sono amico, e ben gli voglio,
Solo tende il nostro imbroglio
Don Pasquale a corbellar.
Siamo intesi. Or prendo impegno.
Io la parte ecco v’ insegno,
Mi volete fiera, o mesta?
Ma la parte non è questa.
Ho da pianger, da gridar?
State un poco ad ascoltar.
Convien far la semplicetta.
Posso in questo dar lezione.
Mi vergogno, son zitella, (contraffacendo
Grazie, serva, signor sì.
Brava, brava, bricconcella !
Va benissimo così.
Collo torto.
Bocca stretta.
Mi vergogno.
Oh benedetta !
Va benissimo così.
a 2
Che bel gioco ! quel che resta
& su,»* » —
À quel vecchio affò la testa
Questa volta ha da girar.
Già l’idea del gran cimento
Mi raddoppia V ardimento ,
Già pensando alla vendetta
Mi comincio a vendicar.
Una voglia avara e cruda
J miei voti invan contrasta.
Io f ho detto e tanto basta ,
La saprò, la vo’ spuntar.
15
Dot. Poco pensa Don Pasquale
Che boccon eli temporale
Si prepari in questo punto
Sul suo capo a rovinar.
Urla e fischia la bufera ,
Vedo il lampo, il tuono ascolto ;
La saétta fra non molto
Sentiremo ad iscoppiar.
M.\E DKLL ATTO PRIMO.
&TT@
SCENA PRIMA.
Salci in casa di Don Pasquale.
Ernest© solo abbattutissimo.
» Povero Ernesto! Oh come in un sol punto
» Mi veggo al colmo giunto
»D’ ogni miseria! Dallo zio cacciato,
»Da tutti abbandonato,
» Mi restava un amico,
»E un coperto nemico
» Chiarisco in lui, che a’ danni miei congiura.
» Ah ! meglio, o Mala testa,
> Io merlava da le! Ma non è questa
»La mia più gran sventura.
* Perder Nonna, oh Dio!
» Questo è il sommo dei mali! E con che core
» Offrirle un’ esistenza,
«Meco unita, di pene e d’indigenza?
» Ah no. Ben feci a lei
> D’esprimere in un foglio i sensi miei.
» Ora in altra contrada
ȓ giorni grami a terminar si vada.
» Cercherò lontana terra
«Dove gemer sconosciuto,
« Là vivrò col cuore in guerra
«Deplorando il ben perduto:
«Ma nò sorte a me nemica,
«Nè frapposti i monti e i mar,
»Tt potranno, o dolce amica,
«Dal mio seno cancellar.
\7
»E se fi a che ad altro oggetto
»Tu rivolga un giorno il core,
» Se mai fia che un nuovo affetto
» Spenga in le l’antico ardore,
» Non temer che un infelice
» Te spergiura accusi al ciel ;
»Se tu sei, ben mio, felice,-
» Morrà pago il tuo fedel.
» Ecco lo zio (guardando nelle scene) ; non vegga
»H turbamento mio; per or s’ eviti. (pane)
S G E N A IL
I*«Ka Pasquale in gran gala seguito da un servo.
Quando avrete introdotto (al Servo)
Il dottor Malatesta e chi è con lui,
Ricordatevi bene,
Nessuno ha più da entrar; guai se lasciate
Rompere la consegna. Adesso andate.
Per un uom sui settanta... (il Servo parte)
(Zitto che non mi senta la sposina)
Convien dir che son lesto e ben portante.
Con questo boccon poi
Di toilette... (si pavoneggia) Alcun viene...
Eccoli. A le mi raccomando, Imene.
SCENA III.
Dottore conducendo per mano \orism velata.
Dot. Via, da brava.
Non. Reggo appena...
Tremo tutta...
Dot. . V’inoltrate.
(nelPalto che il Dottor fa inoltrare Norma , accenna
colla mano a Don Pasquale di mettersi in disporla
Don Pasquale si rincantuccia)
$
18
Noa. Ali frale), non mi lasciale.
Dot. Non lemele.
Nor. Per pielà!
(appena Norina è sul davanti del proscenio, il Dottore
corre a Don Pasquale)
Dot. Fresca liscila di convento,
Naturai è il turbamento.
È per tempra un po’ selvatica,
Mansuefarla a voi si sla.
Nor. Ali fratello!
Dot. Un sol momento.
Nor. Se qualcun venisse a un tratto,..
(Sta a vedere, vecchio matto,
Ch’ or ti servo come va.)
Pas. Mosse, voce, portamento.
Tutto è in lei semplicità.
La dichiaro un gran portento
Se risponde la beltà!,
Nor. Ah fratello !
Dot. Non temete.
Nor. A star sola mi fa male.
Dot. Cara mia, sola non siete;
Ci son io, c’ è don Pasquale...
Noa. Come? un uomo! Ah, me. meschina! (con
Presto, andiam, foggiani di qua. terrore)
Pas. (Coni’ è cara c modesti na
Nella sua semplicità !)
Dot. (Quella scaltra malandrina
Impazzire lo farà.)
Non abbiate paura, è don Pasquale, (a Nor.)
Padrone e amico mio,
Il re dei galantuomini.
(D. Pasquale si confonde in inchini. Norina non lo guarda)
Rispondete al saluto. (a Norina)
NòR. (fa una riverenza senza guardar Don Pasquale)
Grazie, serva, signor.
*>AS’ (Che bella mano!)
19
Dot. (È già collo a quest’ ora.)
Nor. (Oh, che baggiano !)
(Don Pasquale dispone tre sedie; siedono, Dottore nel mezzo)
Dot. (Che ne d i le ?) (a Don Pasquale)
Pas. (È un incanlo; ma quel velo...)
Dot. Non oseria, son cerio,
A sembianle scoperto
Parlare a un uom. Prima 1’ interrogale.
Vedete se nei gusti v’incontrale,
Poscia , vedrem.
Pas. (Capisco. Andiam , coraggio.)
Posto eh’ io 1’ avvantaggio... (a Norina)
Anzi il signor fratello... (s? imbroglia)
11 dollor Mala testa...
Cioè volevo dir...
Dot. (Perde la testa.)
Rispondete. (a Norina)
Nor. Son serva, mille grazie. (facendo la riverenza
Pas. Yolea dir eh’ alla sera (a Norina)
La signora amerà la compagnia.
Nor. Niente affatto. Al convento
Si slava sempre sole.
Dot. Qualche volta al teatro?
Nor. Non so che cosa sia, nè saper bramo.
Pas. Sentimenti eh’ io lodo.
Ma il tempo uopo è passarlo in qualche modo.
Nor. Cucire, ricamar, far la calzetta,
Badare alla cucina ;
Il tempo passa presto.
Dot. (Ah malandrina 1)
PAS. (Fa proprio al caso mio.) (agitandosi sulla sedia)
(Oucl vel per carità!) (al Dottore)
Dot. (a Norina) Cara Sofronia ,
Rimovele quei velo.
Nor. Non oso... in faccia a un uom? (vergognandosi)
Dot. .'iongb Ve lo comando.
Nor. Obbedisco, , fiatalo) (si toglie il velo)
20
,PAS. (dopo averla guardata, levandosi a un l ratto e dando in¬
dietro come spaventato) Misericordia 1
Dot. Che fu? dite,.. (tenendogli dietro)
Pas. Una bomba in mezzo. al core.
Per carila , dottore ,
Ditele se mi vuole.
Mi rnancan le parole.
Sudo, agghiaccio, son morto.
Dot. (Fate core.
Mi sembra ben disposta, ora le parlo.)
Sorellina mia cara , (piano a Norma)
Dite... vorreste... in breve.
Quel signore... (accenna don Pasq.) vi piace?
Non. (cori un’occhiata a don Pasquale che si ringalluzza)
A dirlo ho soggezione...
Dot. Coraggio.
Non. (timidamente) Sì. (Sei pure il gran babbione !)
Dot. Consente. È vostra. (tornando a Don Pasq.)
PAS. (con trasporto) Oh giubilo 1
Beato me !
Nor. (Te n’ avvedrai fra poco !)
Pas. Or presto pel notare.
Dot. Per tutti i casi dabili
Ho tolto meco il mio eh’ è in anticamera.
Or T introduco. (esce)
Pas. Oh caro
Quei Dottori pensa a lutto.
DOT. (rientrando col Nolaro) ECCO il nolaro.
SCENA IV.
Notnro e detto.
Don Pasquale e Norma seduti. - I servi dispongono in mezzo
alla scena un tavolo coll’ occorrente da scrivere. Sopra il
tavolo un campanello. Nolaro saluta, siede e s’accinge a
scrivere. - Dottore in piedi a destra del Nolaro come det¬
tandogli.
Dot. Fra da una parte elee le ra
Sofronia Malatesla
61
\
Pas.
Not.
Pas.
Not.
Pas.
(al No taro')
Dot.,
Not.
Pas.
Domiciliata et celerà
Con tulio quel che resia
E d’altra parte etcelera
Pasquale di Corneto
Coi titoli e le forinole
Secondo il consueto,
Entrambi qui presenti,
Volenti e consenzienti
Un matrimonio in regola
A stringere si va.
Avete messo?
Ilo messo.
Sta ben. f) Scrivete appresso, f)
C va alla sinistra del No taro, O come dettando)
Il qual prefa lo elcetera
Di quanto egli possiede
In mobili ed immobili,
Dona Ira i vivi e cede
A titolo gratuito
Alla suddetta etcelera
Sua moglie dilettissima
Fin d’ ora la metà.
Sta scritto.
E intende ed ordina
Che sia riconosciuta
In questa casa e fuori
Padrona ampia assoluta,
E sia da tutti e singoli
Di casa riverita,
Servita ed obbedita
Con zelo e fedeltà.
>. Rivela il vostro core
Quest’ alto di bontà.
Steso è il contratto. Restano
Le firme...
nJ29JjdFdftoseriven(1o con vivacità)
(a Don Pasquale)
Jìon Pasquale
22
Dot. (eonducendo Norina al tavolo con dolce violenza)
Cara sorella, or via,
Si l ratta di segnar.
Not. Non vedo i testimoni,
Un solo non può star.
(mentre Norina sla in atlo di sottoscrivere, si sente la
voce di Ernesto dalla porla d’ ingresso. Norina lascia
cader la penna)
Ern. Indietro, mascalzoni, (didentro)
Indietro; io voglio entrar.
Nòr. Ernesto ! or veramente
Mi viene da tremar !
Dot. Ernesto ! e non sa niente ;
Può tutto rovinar !
SCENA Y.
lErsaesl© e detti.
Ernesto senza badare agli altri va dritto a Don Pasquale.
Ern.
Pas.
Ern.
Dot.
Pria di partir, signore, (a D. Pasquale con
Yengo per dirvi, addio, vivacità)
E come un malfattore
Mi vien conteso entrar!
S’ era in faccende: giunto (ad Ern.)
Però voi siete in punto.
A fare il matrimonio
Mancava un testimonio.
Or venga la sposina! (volgendosi a Nor.)
(vedendo Norina, nel massimo stupore)
(Che vedo? oh ciel ! Norina!
Mi sembra di sognar !)
Ma questo non può star. (esplodendo)
Costei...
(il Dottore, che in questo frattempo si sarà interposto
tra Don Pasquale ed Ernesto, interrompe quest’ultimo)
La %qWla.
Soi ruma, mia sorella, (con intenzione inarcata)
> /
Eun. Sofronia! Sua sorella!
( con sorpresa cre¬
scente)
(piano ad Ern.)
Comincio ad impazzar!
Dot. Per carità, sta zitto,
Ci vuoi precipitar.
Gli cuoce: compatitelo, (piano a D. Pasq.)
Lo vo’ capacitar.
Figli noi , non farmi scene, (prende Ernesto
È lutto per tuo bene. in disparte)
Se vuoi Norina perdere
Non hai che a seguitar. (Ern. vorrebbe
Seconda la commedia, parlare)
Sta cheto e lascia far.
Questo contralto adunque (volgendosi alla
Si vada ad ultimar. comitiva)
(il Dottore conduce a sottoscrivere prima Norina, poi
Ernesto; quest’ultimo metà per amore, metà per forza)
NOT. Siele marito e moglie, (riunendo le mani degli
Pas. Mi sento a liquefar. sposi)
Non., Dot., (Va il bello a incominciar.)
(appena segnato il contratto, Norina prende un contegno
naturale, ardilo senza impudenza, e pieno di disinvoltura)
Pas. (facendo Patto di volerla abbracciare)
Carina !
Non. (respingendolo con dolcezza) Adagio un poco.
Calmate quel gran foco.
Si chiede pria licenza.
(con so minossi o ne)
Me raccordale?
Pas.
Non.
(qui il Notare si ritira inosservato; Don Pasquale ri¬
mane mortifica tissimo)
Ern\ Ah ! ah !
Pas. (con collera) Che c’ è da ridere ,
(ridendo)
Signor impertinente?
Partite immantinente,
‘24
(ad Eni.)
Pas.
Dot.
Pas.
Dot.
Pas.
Dot.
Nor.
Modi villani e rustici
Che tollerar non so.
Restate, (a D.- Pas.) Le maniere
Apprender vi saprò.
Dottore! (costernato)
Don Pasquale ! (c. s.)
È un’ altra 1
Son di sale !
Che vorrà dir?
Calmatevi .
Sentire mi farò.
Dot. e Non.
(In fede mia dal ridere
Frenarmi più non so.)
Un uomo qual voi decrepito, (a D. Pasti.)
Qual voi pesante e grasso ,
Condor non può una giovine
Decentemente a spasso.
Bisogno ho d’ un bracciere;
Sarà mio cavaliere. (accennando Ern.)
Pas. Oh! questo poi, scusatemi, (con vivacità)
Oh questo esser non può.
Non. Perchè ? (freddamente)
Pas. (risoluto) Perchè noi voglio.
Non. Non lo volete ? (con ischerno)
Pas. (c. s.) No.
Non. (facendosi presso a D. Pasq. con dolcezza affettata)
Viscere mie , vi supplico
Scordar quella parola.
Voglio , per vostra regola , (con enfasi
Voglio, lo dico io sola; crescente)
Tutti oh b ed ir q 1 1 1 d e vo n o ,
lo sola ho a comandar.
Dot. (Ecco il momento critico.)
Ern. (Lo stretto da passar.)
Pas. Ma se... 1 i-ioiggt.k
Non. Non Pópi^Ki’i^dkhe.
25
Pas. Costui... (accennando Ern.)
Nop». (instizzita) Taci, bullone.
(Don Pasquale fa per parlare)
Zitto; provato a prenderli
Finora ho colle buone.
(facendoglisi presso con minaccia espressiva)
Saprò, se tu mi stuzzichi,
Le mani adoperar.
(Don Pasquale dà indietro atterrito)
Pas. (Sogno? veglio?... cos’è stato?
Calci?... Schiaffi?... brava! bene!
Buon per me che m’ ha avvisato.
Or vedrem che cosa viene !
Che t’ avesse, Don Pasquale,
Su’ due piedi ad ammazzar!)
Non. (È rimasto là impietrato.)
Ern. (Vegli, o sogni non sa bene.)
Dot. (Sembra un uomo fulminato,
Non ha sangue nelle vene.)
Fate core, Don Pasquale, (a D. Pasquale)
Non vi state a sgomentar.
Ngr. (Or Lamico, manco male,
Si potrà capacitar.)
Ern. (Or L intrico, manco male,
Incomincio a indovinar.)
(Norma va al tavolo, prende il campanello, e suona
con violenza. Entra un servo)
Noie Riunita immantinente (al servo)
La servitù qui voglio. (il servo esce)
Pas. (Che vuol dalla mia gente?)
Dot. . Ern. (Or nasce un altro imbroglio.)
(entrano due Servi e un Maggiordomo)
ts}ÙRi Tre in tutto! va benissimo, (ridendo)
C’è poco da contar.
\ voi. (al Maggior.) Da quanto sembrami
Voi sielS^^Qi'clomo. (il M»ss- s’inchim)
Esperto nel servizio,
Attivo, galantuomo.
S’ intende. Vi comincio
La paga a raddoppiar.
(il Maggiordomo si confondo in inchini)
Addio, quei quattro ruspici,
Son bello e rovinalo !
Dot., Ern.
Quel diavolo sfacciato
Tutte le va a cercar.
Ora attendete agli ordini, (al Maggiordomo)
Che mi dispongo a dar.
Di servitù novella
Pensate a provvedermi ;
Sia gente fresca e bella,
Tale da farci onor.
Farmi che due dozzine
Polran bastar per or.
Poi quando avrà finito... (a Noi*. con rabbia)
Non ho finito ancor.
Di legni un paio sia (al Magg.)
Stasera in scuderia ;
Uno leggero e basso,
In quello andremo a spasso,
L’altro più greve e solido
Da viaggio servirà.
Quanto ai cavalli poi,
Lascio la scelta a voi.
Siano di razza inglese,
E non si badi a spese.
Otto da tiro: due
Da sella, e basterà.
La casa è mal disposta,
La vo’ rifar di posta;
Sono a n i \ò gl ig1(i rmqb ili,
Si deuno ri,qppy,aif.
27
Vi son miir altre cose
Urgenti, imperiose,
Un parrucchier da scegliere ,
Ma questo con più comodo
Domani si può far.
Pas. Avete ancor finito? (con rabbia concentrata)
Non. No. (al Magg.) Mi scordavo il meglio.
Farete che servito
* Sia per le quattro un pranzo
Nel gran salon terreno.
Sa rem cinquanta almeno :
Fate le cose in regola,
Non ci facci a m burlar.
(d’un cenno congeda il Maggiordomo che parte co5 Servi)
Dot. (Il cielo si rannuvola.) (guardando D. Pas.)
Ern. (Comincia a lampeggiar.)
Non. (volgendosi con calma a Don Pasquale)
Ecco finito.
Pas.
Grazie.
Chi paga ?
Nor.
Oh bella ! voi.
Pas.
A dirla qui fra noi
Non pago mica.
Non.
No?
Pas.
Sono o non son padrone?
(riscaldato)
Non.
Mi fate compassione.
(con disprezzo)
Padrone ov’ io comando?
(con forza)
Dot.
Sorella... (interponendosi a Nonna)
Nor.
Or or vi mando...
•
(a Don Pasquale con
furia crescente)
Siete un villano, un lang
hero...
Pas.
È vero , v’ ho sposalo.
(con dispetto)
Nor.
Un pazzo temerario
(c. s.)
Dot.
Per carità, cognato, (al).
Pasq. che sbuffa )
Non.
Che presto alla ragione
Rimetter^^afjràd'c.1’ (d. p
asq. ò fuori disè,
vorrebbe e iltftftyUè1 parlare,
la bile lo affoga)
Pàs. Son tradito , calpestalo,
Son di riso a tutti oggetto :
Quest’ inferno anticipato
Non lo voglio sopportar.
Dalla rabbia e dal dispetto
Sto vicino a soffocar.
Non. Or l’avvedi, core ingrato, (ad Em.)
Che fu ingiusto il tuo sospetto;
Solo amor tu’ ha consigliato
Questa parte a recitar, (acccnn. D.Pas.)
Don Pasquale, poveretto!
È vicino ad affogar.
Ebn. Sono, o cara, sincerato, (a Norina)
Momentaneo fu il sospetto.
Solo amor t; ha consigliato
Questa parte a recitar. (accenn. D. Pas.)
Dot. Siete un poco riscaldato, (a D.Pas.)
Don Pasquale , andate a letto.
Far soprusi a mio cognato ! (a Nor. con
Non lo voglio sopportar. rimprovero)
(agli amanti, coprendoli perchè D. Pasquale non li veda)
Ragazzacci , ma cospetto !
Non vi state a palesar.
FINE DELL' ATTO SECONDO.
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ol ohnnriimcao
^TT@
20
■ - ^235>c -
SCENA PRIMA.
Sala in casa ili don Pasquale come nell’atto I e IL Sparsi sui
tavoli , sulle sedie , per terra, articoli di abbigliamento fem¬
minile, abiti, cappelli, pelliccie, sciarpe, merletti, cartoni, ccc.
- Don Pasquale seduto nella massima costernazione davanti
mia tavola piena zeppa di Uste e fatture; varii Servi in at¬
tenzione. - Dall’appartamento di donna Norina esce un par¬
rucchiere con pettini, pomate, cipria, ferri da arricciare ,
ece., attraversa la scena, e via per la porta di mezzo.
Don Pasquale e Camerieri.
(Camerieri facendosi sulla porta dell’appartamento di
Donna Norina ai Servi)
Un Cam. I diamanti, presto, presto.
Un Servo La cuffìara. (annunziando)
JI. Cam. (e. s.) Venga avanti.
{la euffiara portante un monte di cartoni viene intro¬
dotta nell’appartamento di D. Norina)
III. Cam. (con pelliccia, grande mazzo di tiori, boccette
d’odore che consegna ad un servo)
In carrozza lutto questo.
IV. Cam. Il ventaglio, il velo, i guanti.
V. Cam. I cavalli sul momento
Ordinale d’ attaccar.
Pas. Che baccan , che stordimento !
È una cosa da impazzar!
(a misura che i Camerieri danno gli ordini, i Servi
eseguiscono in fretta. Ne nasce trambusto e confusione.
- Don Pasquale esaminando le note)
50
Vediamo: alla modista
Cento scudi. Obbligato! Al carrozziere
Sei cento. Poca roba !
Novecento e cinquanta al gioielliere.
Per cavalli... ‘ Al demonio
(* getta la noia con istizza e si alza)
l cavalli, i mercanti e il matrimonio!
Che cosa vorrà dir questa gran gala ! (pensa)
Escir sola a quest’ ora ,
Un primo dì di nozze,
È un atto così fuor d’ogni ragione,
Ch’ io marito e padrone
Debbo oppormi a ogni modo ed impedirlo.
Ma... si fa presto a dirlo.
Colei ha certi occhiacci ,
Certo far da sultana ,
Che il brivido mi vien della terzana
Solamente a pensarvi. Ah! don Pasquale,
Chi te l’ha fatta far! Ad ogni modo
Vo* provarmi. Se poi
Fallisce il tentativo... Eccola ; a noi.
SCENA IL
^'ob*£bb& e Detto.
Norma entra correndo e, senza badare a don Pasquale, la pò
escirc. È vestila in grandissima gala, ventaglio in mano.
Pas. Dove corre in tanta fretta .
Signorina, vorria dirmi?
Non. È una cosa presto detta ,
Vo’ a teatro a divertirmi.
Pas. Ma il marito , per sua pace ,
Non voler potrin talvolta ?
Non. Jl maritdgvitfdeceotpce.
. Quando parluiwnns’ ascolta.
51
Pas, A non mettermi al cimento, (con bile
Per suo bene, la consiglio. crescente)
Vada in camera al momento,
Ella in casa resterà.
Non. A star cheto e non far scene
(con aria di motteggio)
Per mia parte lo scongiuro.
Vada a letto , dorma bene,
Poi domati si parlerà. (va per uscire)
Pas. Non si sorte, (interponendosi fra lei e la porta)
Nor. (ironica) Veramente!!
Pas. Sono stanco.
Non. Sono stufa.
Pas. Civettuola !
Nor. (con gran calore) Impertinente.
Prendi su che ben ti sta! (gli dà uno
Pas. (Ah! È finita, don Pasquale, schiaffo)
Più non romperti la testa.
Il partito che ti resta
È d’ andarti ad annegar.)
Nor. (È duretla la lezione.
Ma ci vuole a far 1’ efTetfo.
Or bisogna del progetto
La riuscita assicurar.)
Parlo dunque... (a Don Pas.)
Pas.
Parta pure.
Ma non faccia più ritorno.
Nor.
Ci vedremo al nuovo giorno.
Pas.
Porta chiusa troverà.
Nor.
Via, caro sposino,
Non farmi il tiranno,
Sii dolce c benino,
Rifletti all’ ehi.
Va a letto, bel nonno,
Sia cheto il Iuq sonno.
Per lempooaebsegliarli
La sposanwrùhnq
Pas. Divorzio ! divorzio !
Che letto , che sposa !
Peggiore consorzio
Di questo non v’ ha.
Ah ! povero sciocco !
Se duri in cervello
Con questo martello
Miraeoi sarà. (Norina parte;
nell’ alto di partire lascia cadere una carta, D. Pa¬
squale se ne avvede e la raccoglie)
Pas. Qualche nota di cuffie e di merletti
Che la signora semina per casa.
«Adorata Sofronia ». v (la spiega e legge)
Ehi! ehi! che affare è questo !
(nella massima ansietà)
«Fra le nove e le dieci della sera (legge)
»Sarò dietro al giardino,
» Dalla parte che guarda a settentrione.
»Per maggior precauzione
»Fa, se puoi, d’ introdurmi
• Pel piccolo cancello. A noi ricetto
»Daran securo V ombre del boschetto.
»Mi scordavo di dirli
» Che annunzierò cantando il giunger mio.
»Mi raccomando. Il tuo fedele. Addio ».
Questo è troppo ; costei (D. Pas. fuori di sè)
Mi vuol morto arrabbiato!
Ah ! non ne posso più , perdo la testa !
Si chiami Mala testa. (scampanellando)
Correte dal Dottore, (ai Servi che entrano)
Ditegli che sio mal , che venga tosto.
(0 crepare o finirla ad ogni costo.)
(esce)
SCENA IH.
C^oro di Servi e Camerieri.
Tutti Che interminabile andirivieni !
Non posso reggere, rotte ho le reni.
Ti n Li n di qua, ton ton di là,
In pace un attimo mai non si sta.
Ma... casa buona, montala in grande.
Si spende e spande, v’ è da scialar.
Donne Finito i! pranzo vi luron scene.
Uomini Cominciar) presto. Contate un po',
Donne Dice il marito « Restar conviene ».
Dice la sposa « Sortire io vo’ *.
Il vecchio sbuffa , segue baruffa.
Uomini Ma la sposina Y ha da spuntar.
V’è un nipotino guasla-mestieri...
Donne Che tiene il vecchio sopra pensieri.
Uomini La padroncina è tutto foco.
Donne Par che il marito io conti poco.
Tutti Zitto, prudenza, alcun qui viene;
Si starà bene, v’è da scialar. (escono)
SCENA IV.
dottore e sul limitare della porla.
Dot. Siamo intesi.
Ern. Sta bene. Ora in giardino
Scendo a far la mia parte.
Dot. MentU io fo qui la min.
Soprattutto che il vecchio
Non ti conosca !
Ern. Non temer.
Dor. Appena
Venir ci senti...
u
Ern.
Dot. Ottimamente.
Sa il mantello e via.
A rivederci.
(Ernesto esce)
Questa (avanzandosi)
Repentina chiamata
Mi prova che il biglietto
Del convegno notturno ha fatto effetto.
(guarda fra le scene) Eccolo ! com ò pallido e dimesso
Non sembra più lo stesso...
Me ne fa male il core...
Ricomponiamoli un viso da dottore.
SCENA V.
Klon Pft§«|walc abbattutissimo s’inoltra lentamente.
(andandogli incontro)
Dot. Don Pasquale
Pas. (con tristezza solenne) Cognato, in me vedete
Un morto che cammina.
Non mi fate
Dot.
Languir. Che fu ? Parlate.
PAS. (senza badargli e come parlando a sè stesso)
Pensar che, per un misero puntiglio.
Mi son ridotto a questo !
Mille Norine avessi dato a Ernesto !
Dot. (Cosa buona a sapersi.)
Mi spiegherete alfin ...
Pas. Mezza V entrala
D’ un anno in cuffie e in nastri consumala !
Ma questo è nulla.
Dot. E poi?
Pas. . La signorina
Vuol escire a teatro.
M’oppongo colle buone,
Non intende ragione, e>^son deriso.
Comando... e della man mi dà sul viso.
Dot. Uno schiaffo !!
Pas. Uno schiaffo, si, signore!
Dot. (Coraggio!) Voi mentite:
Sofronia è donna tale,
Che non può, che non sa, nò vuol far male :
Pretesti per cacciarla via di casa ;
Fandonie che inventate. Mia sorella
Capace a voi di perdere il rispetto ! !
Pas. La guancia è testimonio: il tutto è detto.
Dot. Non è vero. ^
Pas. È verissimo.
Dot. Signore,
Gridar cotanto parmi inconvenienza.
Pas. Ma se voi fate perder la pazienta !
Dot. (calmandosi) Parlate dunque. (Faccia mia, coraggio).
Pas. Lo schiaffo è nulla, v’ è di peggio ancora.
Leggete.
(gli dà la lettera; il Dottore fa segui di sorpresa)
Dot. Io son di sasso. .
(Secondiamo.) Ma come! Mia sorella
Sì saggia, buona e bella !...
Pas. Sarà buona per voi, per me no certo.
Dot. Che sia colpevol sono ancora incerto.
Pas. Io son così sicuro del delitto,
Che v’ho l'alto chiamare espressamente
Qual testimonio della mia vendetta.
Dot. Va ben... ma riflettete...
Pas. Ilo lutto preveduto... ma aspettale,
Sediamo.
Dot. Sedia iti pure :C) ma parlale!
(* Don Pasquale dà segni d’ inquietudine)
Pas. Ma questo è nulla : v’ è di peggio ancora.
Leggete, (torna a porgere la lettera al Doti, che leggo
dando segni di sorpresa crescenti lino all’orrore.
Dot. * Io son di sasso,
Pas. Corpo d’ un salapois© !<eno:
Voglio vendetta, jm asm jbH
(riscaldandosi;
3 fi
Dot. È giusto.
Pas. Assicurarla
Sta in noi.
Dot. Come?
Pas. Ascoltale.
Ilo un mio ripiego ; ma sediam. (siedono)
Dot. Parlale.
Pas. Cheti cheli immantinente
Nel giardino discendiamo;
Prendo meco la mia gente ,
Il boschetto circondiamo.
E la coppia sciagurata ,
A un mio cenno imprigionala ,
Senza perdere un momento
Conduciam dal podestà.
Che vi par del pensamento?
Dot. Parlo schietto, non mi va.
Riflettete. La colpevole
M’ è sorella, è moglie vostra.
Ah non stiamo 1 onta nostra
Su pei tetti a divulgar.
a 2
Espediente più a proposito
Procuriam d’ imaginar.
Dot. Io dirci... sentite un poco,
Noi due soli andiam sul loco;
Nel boschetto ci appostiamo ,
A suo tempo ci mostriamo,
E Ira preghi , ira minaccie
D' avvertir l’autorità,
Ci faccia m dai due promettere
Che la tresca ha line là.
Don Pasquale, che vi par?
Pas. , Perdonale, non può star. (alzandosi)
È siffatto scipgtjfli#!)^
P o ca penai #ì6ii i# d e n io.
Vada fuor di casa mia.
Altri palli non vo’ far.
a 2
È un affare delicato ,
Vuol ben essere ponderato.
La prudenza col rigore
Qui bisogna conciliar.
Dot.
L* ho trovata !
Pas.
Oh f benedetto !
Dite presto.
Dot.
Nel boschetto
Quatti quatti ci appostiamo.
Di là tutto udir possiamo.
S’ è costante il tradimento,
Su' due piò s’ ha da cacciar.
Pas. Son contento, va benone.
Dot. Ma con patto e condizione
Che 1’ intento ad ottenere
M’ accordiate di potere
Fare e dire a nome vostro
Tutto quello che mi par.
Pas. Carla bianca vi concedo,
Fate pur quel che vi par.
(Aspetta , aspetta ,
Cara sposina.
La mia vendetta
Già s’ avvicina;
Già già li preme ,
Già t’ ha raggiunto ,
Tutte in un punto
V hai da scontar.
Vedrai se giovino
Raggiri e cabale,
Sorrisi1
SoSfiil^-,!eIJla!gTÌme.
La mia rivincita
Mi voglio prendere.
Sei nella trappola ,
V’ hai da restar.)
Dot. (Il poverino sogna vendetta.
Non sa il meschino
Quel che 1’ aspetta ;
Invano freme,
Invano arrabbia,
È chiuso in gabbia,
Non può scappar.
Invano accumula
Progetti e calcoli ;
Non sa che fabbrica
Castelli in aria;
Non vede il semplice
Che nella trappola
Da sè medesimo
Si va a gettar.) (escono insieme)
SCENA VI.
Boschetto nel giardino attiguo alla casa di Don Pasquale ; a
sinistra dello spettatore gradinata che dalla casa mette iti
giardino: a dritta belvedere. Piccolo cancello in fondo.
Ernesto e Coro di dentro.
ERN.Com’ ò gentil - la notte a mezzo Aprii!
È azzurro il ciel ! - la luna ò senza vel:
Tutto è languor - pace, mistero , amor.
Ben mio, perchè - ancor non vieni a me?
Sembra clic T aura
Formi sospiri e accenti ,
Del rio nel murmurc • ^
Carezze e baci sdhIFJ
50
Il tuo fedel - si strugge di desir ;
Nina crudel - mi vuoi veder morir!!
Poi quando sarò morto . piangerai,
Ma ritornarmi in vita non potrai.
Coro Poi quando sarà morto, piangerai,
(di dentro) Ma ritornarlo in vita non potrai.
(Norina esce con precauzione dalla parte del belve¬
dere, e va ad aprire ad Ernesto, che si mostra dietro
il cancello. Ernesto è avvolto in un mantello che la¬
scierà cadere)
Ern. e Nor.
Tornami a dir che m’ ami ,
Dimmi che mi^ tu sei ;
Quando tuo ben mi chiami
La vita addoppi in me.
La voce tua si cara
Rinfranca il core oppresso,
Sicur^ a te dappresso,
Tremo Ionia n da te.
(si vedono Don Pasquale e il Dottore muniti di lanterne
cieche entrar pian piano dal cancello; si perdon dietro
agli alberi per ricomparire a suo tempo)
Non. Sento rumor. (sommessamente)
Ern. Son dessi...
Nor. Comincia Y ullim’ atto.
Ern. Se perderti dovessi !
Nor. Fa cor, t’ affida in me.
(mentre Don Pasquale e il Dottore ricompariscono,
Ernesto riprende il mantello e si scosta alquanto nella
direzione della casa di Don Pasquale)
Pas. Eccoli; attenti ben... oiurn
Dot. Mi ibernando...
40
Don Pasfi|aaaBc? Dottore e delti.
PAS. (sbarrando la lanterna in faccia a Norma)
Allo là !
Non. Ladri, aiuto!
Pas. Zitto; ov’ è il drudo?
Nor.
Pas.
(a Nor.)
Chi?
Colui che slava
Con voi qui amoreggiando.
Nor. (con risentimento) Signor mio,
Mi meraviglio, qui non v’ era alcuno.
Dot. (Che faccia tosta !)
Pas. Che mentir sfacciato !
Saprò ben io trovarlo.
(Don Pasquale e il Dottore fanno indagini nel boschetto,
Ernesto entra pian piano in casa)
Nor. Vi ripeto .
Che qui non v’ era alcun, che voi sognate.
Dot. A quest’ ora in giardin che facevate?
Nor. Stavo prendendo il fresco.
Pas. Il fresco! Ah donna indegna! (con esplosione)
Fuor di mia casa , o eh’ io...
Nor. Ehi, ehi, signor marito,
Su che tuon la prendete ?
pAS. Escile, e presto.
NoR.Nemmen per sogno. È casa mia, vi resto.
Pas. Corpo di mille bombe !
Dot. (Don Pasquale
Lasciate fare a me; solo badale
A non smentirmi; ho caria bianca...) ^
Pas. (È inteso.)
Nor. (Il bello adesso viene !)
Dot. (Stuj)or misto di édeg/jo. Attenta bene.) (piano
Sorella, udite, io ptalqjgfp
41
Per vostro ben ; vorrei
Risparmiarvi uno sfregio.
Non. A me uno sfregio !
Dot. (Benissimo. ) Domani in questa casa
Entra la nuova sposa...
Non. Un’ altra donna !
A me simile ingiuria !
Dot. (Ecco il momento di montare in furia.)
(Don Pasquale lien dietro al dialogo con grande interesse)
Nor. Sposa di chi?
Dot. D’ Ernesto, la Norina.
Nor. Quella vedova scaltra e civetti na ! (con disprezzo)
Pas. BraVo Dottore !
Dot. Siamo
A cavallo,
Nor. Colei qui a mio dispetto !
Norina ed io sotto ristesse* tetto!
Giammai ! piuttosto parto. (con forza)
Pas. (Ah! lo volesse il ciel!)
Nor. Ma... piano un poco. (cambiando modo)
Se queste nozze poi fossero un gioco!
Vo’ sincerarmi pria.
Dot. È giusto, (a d. Pas.) (Don Pasquale, non c’è via;
Qui bisogna sposar quei due davvero,
Se no costei non va).
Pas. (Non mi par vero.)
Dot. Ehi ! di casa, qualcuno, (chiamando)
Ernesto...
V . * • I J 1 1 / 1 l li kJ
SCENA ULTIMA.
Sirmi'sto e Servi.
Ern. Eccomi.
Dot. » .oAcTAim ibi x ,
Accorda Don PasqrDdQ oi ,
42
La mano di Norina, e un annuo assegno
Di quattromila scudi.
Ern, Ah ! caro zio !
E fìa ver?
Dot. (D’esitar non è più tempo. (aD. Pas.)
Dite di sì.)
Nor. M’ oppongo.
Pas. Ed io consento.
Corri a prender Norina. (ad Ernesto)
E d’unirvi io m’ impegno in sul momento.
Dot. Senz’ andar lungi la sposa è presta.
Pas. Come ? spiegatevi...
Dot. Norina è questa.
Pas. Quella?... Norina ?... che tradimento !
Dunque Sofronia?...
Dot. Dura in convento.
Pas. E il matrimonio?...
Dot. Fu un mio pensiero
Stringervi in nodo di nullo effetto,
Il modo a torvi di farne un vero.
È chiaro il resto del romanzetto.
Pas. Ah bricconissimi... (Vero non parmi!
Ciel ti ringrazio I) Così ingannarmi!
Meritereste...
Dot. Via , siate buono.
Ern. Deh ! zio , movetevi ! (inginocchiandosi)
Nor. Grazie, perdono! (c.s.)
Pas. Tutto dimentico, siate felici;
Com’ io v'unisco, v’unisca il ciel!
Nor. La moral di tutto questo
È assai facile trovar.
Ve la dico presto presto
Se vi piace d’ ascoltar.
Ben è scemo di cervello
Chi s’ammoglia in vecchia età;
Va a cercar col campanello
Noie e doglie in quantità.
Pas. La morale è mollo bella,
Applicarla a me si sla.
Sei pur fina, o bricconeria,
M’ hai servilo come va.
Dot., Ern.
La morale è mollo bella,
Don Pasqual Y applicherà.
Quella cara bricconeria
Lunga più di noi la sa.
F I N E.
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J1 .A s^osSi.
WVìA SV7.0U
I M —
ELENCO
TITO M GIO. RICORDI.
t ìlltwilla . I Pirati di Baratteria
d polloni. L’ Ebreo
- Adelchi
Lida di Granata (L’Ebreo)
1 pa. Un Travestimento
\uber. La Muta di Portici
[ 'Salfe. Pittore e Duca
baroni. Ricciarda
'lona. Don Carlo
|. roni forti. Giovanna di Fiandra
tyottesini. Il Diavolo della notte
Praga. Estella di San Germano
- Il Ritratto
patera. Eletta Caslriolta
Pizzi. Araldo il Sassone (Ermen-
garda)
- Ermengarda
- Saul
Mazzolici. Amleto
! ’ agnoni . Amori e trappole
I- Don Bucefalo
- La Fioraja
- Il Testamento di Figaro
- Il Vecchio della Montagna
ìlampiani. Taldo
; 'Maro-monte . Caterina di Cfeves
; Coppola . L’Orfana Guelfa
ìalla Baratta. Il Cuoco di Parigi
ìonisetlL Caterina Cornare
- Don Pasquale
- Don Sebastiano
- Elisabetta
- La Figlia del Reggimento
- Linda di Chamounix
- Maria Padilla
i- Paolina e Politilo (I Martiri)
larari. Ultimi giorni di Suli
ì'ioravanti ed altri. Don Procopio
rinravanii. La Figlia del fabbro
! il Kotajo d’Ubeda
, 1 Zingari
’tetew, Alessandro Spadella
Flotow. Il Boscaiuolo o L’Anima
della tradita
Favoni. Cristina Regina di Svezia
Gabrielli. Il Gemello
Galli. Giovanna dei Cortuso
G ambirli. Cristoforo Colombo
Halevy. L’Ebrea
Maillart. Gastibelza
Merendante. Orazj e Guriazj
— La Schiava Saracena
— Il Vascello di Canta
Meyerbeer. i Guelfi e i Ghibellini
(Gli Ugonotti)
— Gii Ugonotti (nuova traduz.)
— Il Pellegrinaggio a Pioemie*!
— Il Profeta.
Mar ani. Amleto
Muzio. Giovanna la Pazza
— Clandia
— La Sorrentina
Bacini. La Fidanzala Corsa
— Malvina di Scozia
— Me rape
— La Regina di Cipro
— Stella di Napoli
Pedr otti. Fiorina
— 11 Parrucchiere del la Reggenza
— Romea di Monfort
— Tutti in maschera
Beri. L’Espiazione
— I Fidanzati
Be.tr oc ini. Duchessa de la Vallicre
Pistilli. Rodolfo da Brienza
Platania. Matilde Bentivogìio
Poniatawski. Bonifazio de’Geremei
— Pietro de’ Medici
Iiicci F. Estella
— Il Marito e l’Amante
tUcci(fratelli). Crispino e la Conia re
Ricci L. Il Diavolo a quattro
Rossi Lauro. 11 Domino Nero
— La Figlia di Figaro
Rossini. Roberto Bruco Segue
Saltelli. Il Fornarelto
— Gennaro Anuese
— Gusmano
— Luisa Strozzi
— Piero di Vasco (il Fumarono)
— La Tradita
Sinico. I Moschettieri
Tor ricini. Carlo Magno.
Vacca). Virginia
Verdi. Alzira
— Aroldo
L’Assedio di A rlein
— Un Ballo in Maschera
— La Battaglia di Legnano
— I Due Foscari
— Emani
— Gerusalemme
— Giovanna d’Arc#
Verdi. Giovanna de Guzman
— Gugl. Wellingrode(S.tiflelio)
— I Lombardi
— Luisa Miller
— Macheti!
— Nabucodonosor
— Orietta di Lesbo (Giovanna
d’Arco)
— Rigoletto
— Simon Boccanegra
— Stiflelio
— La Traviata
— Il Trovatore
— 1 Vespri Siciliani
— Violetta (la Traviata
— Viscardello (Rigoletto)
Villanis. Giuditta di Kent
A Uri Bibretii fiublirati «9at suildetto Bldltore.
Battista. Anna la Prie*
Bellini. Beatrice di Tenda
— I Capu leti ,
— Norma
— 11 Pirata ; > ‘ ,:v
— I Puritani e i Cavalieri '-1
— La Sonnambula - . ■
Donizetti. Anna Polena
— Il Campanello
— Detto , con prosa
— L’Elisir d’amore
— Gemma di Vergv
— Lucia di LammeVmoor
— Lucrezia Borgia
— MariadiRohan (col Contralto)
— Idem (senza Contralto)
— Marino Faliero
— Roberto Devereux
— La Regina di Golconda
Mèr cadimi c. Il Bravo
— Il -Giura mento
— La" Vestale
lìeyertecr. Il Crociato in Egitto
-r Roberto il Diavolo
•Pii CÌ7U& Saffo
Ricci F. Corrado d’Allamura (co*
. me fu scritto perMilano)
— Idem (come fu scritto per Pa¬
rigi)
— Le prigioni di Edimburgo
Ricci L. I Due Sergenti
— Un’ A v v e n t u r a d i S ca r a m u c c i a
Rossini. Il Barbiere di Siviglia
— L’Italiana in Algeri
— Mosè
— . Guglielmo Teli
| — Otello
\ r*r Semiramide
ì Verdi. Il Finto Stanisi?» ®